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Saturday, 24 April 2010 17:28

Il senso del poetico

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E' sicuramente vero che nel mondo dell'arte si può trovare tutto e il contrario di tutto e dunque tentare una definizione di ciò che veramente può essere considerata tale è per lo meno ozioso. Ma dato che l'attività contemplativa è di per sè un'attività oziosa ma di grande godimento, mi soffermo un po' su quest'argomento.

Se è vero che musei ed esposizioni ci propongono una varietà praticamente infinita di declinazioni del concetto di arte, rimane vera una profonda distinzione di natura immediata e non giustificata da elucubrazioni dotte. Ci sono opere che incantano e commuovono ed altre che ci lasciano indifferenti o che si offrono ad una comprensione di tipo razionale, tecnico, simbolico, storico, sociale o di mercato.

Al dilà del gusto personale, che cosa muove, in chi fruisce, una risposta?
Chi è aduso a frequentare musei e gallerie d'arte non potrà non riconoscere che pur accostando con competenza e cercando di mettersi in relazione con ogni opera, una volta usciti da questi sacri templi, ben poche sono le cose che effettivamente ricordiamo con piacere, quelle che fanno nascere in noi il desiderio di portarcele a casa per poterle contemplare quando vogliamo.

Ricordo, ad una mostra di arte contemporanea a Parma sull'informale, il via-vai di gente meravigliata di fronte al Giardino della speranza di Afro Basaldella. Quasi nessuno conosceva questo artista straordinario, ma tutti vi sostavano davanti lungamente, affascinati, catturati, dalla levità e dalla forza di quest'opera.

E chi avrebbe il coraggio di dire che le opere di Leonardo, Tiziano, Rembrandt - tanto per fare una citazione di carattere popolare - non siano dei capolavori assoluti?

Così come i notturni di Chopin, le rapsodie ungheresi di List o le sinfonie di Behetoven, anche le opere di Modigliani sono immortali, così come la sensualità potente delle sculture di Roden o quella più sottile di Canova hanno un potere di invaderci immediatamente con un flusso di emozioni cui la conoscenza fornisce solo un sostegno per motivarne in parte la ragione, ma che comunque, anche senza questo supporto, realizzano in noi una sensazione di viaggio fuori e dentro noi stessi, in ampiezza, profondità e al di fuori del tempo.

E che dire della poesia, per esempio di Neruda, di Lorca o di Salinas, per non parlare di Eliot o di Gibran o di altri poeti distribuiti lungo la linea del tempo? Siamo così certi che ciò che ci prende incontrandoli nei loro versi sia il senso descritto dalle parole?

Parlo così di diverse forme d'arte, perché tutte sono accomunate da un medesimo filo, che è il senso del poetico.

Il senso del poetico è prima di tutto un modo di sentire, di percepire, l'ineffabile che è dentro e dietro alla materia e alla vita. La poesia non vive nell'Empireo, non vive in un luogo speciale e separato che solo pochi possono visitare. La poesia è carne e sangue, è angolo di strada, piacere di una bibita fresca in una giornata torrida, è un abbraccio e un bacio o solo il profilo di un'ombra che cattura lo sguardo per un istante. Poesia è il quotidiano e banale camminare per le strade con uno sguardo al cielo, alle nuvole e ai colori, al succedersi di piazze e vicoli, di volti sconosciuti ciascuno con la sua vita e la sua consistenza unica e irripetibile.
Poesia è sapere di essere in un tempo preciso e dato e sapere però che questo è solo un battito di ciglia dall'inizio del mondo, è sapere che cio che di unico viviamo è già accaduto, migliaia e milioni di volte per migliaia di uomini, dall'inizio del tempo. Poesia è sapere che questo ripetersi uguale e sempre diverso non sminuisce il senso di ciò che viviamo, ma anzi è un dargli forza, è il riconoscergli un valore universale di grande dignità.

Sia l'artista che il fruitore sono accomunati da questa esperienza e l'opera d'arte è il luogo in cui questo dialogo si realizza.

L'opera d'arte è un luogo, è una terra di mezzo dove apparentemente il sentire dell'artista e quello del fruitore vibrano all'unisono, in modo armonico. L'artista crea il luogo che rende percepibile la bellezza, il senso, la radice antica, in qualche modo l'anima del mondo - tanto per citare Luzi - rende visibile e attingibile con la forza stupefacente dell'evidenza ciò che è comunque sotto gli occhi di tutti ogni giorno e che ci sfugge, si occulta nella suo essere realtà sottile e silenziosa, sommersa da un mare di rumore, di obblighi e doveri, di mete da raggiungere, di bisogni apparenti inventati per nascondere una mancanza di senso. L'artista fa memoria del senso vero delle cose e dell'esistenza e sostanzialmente indica una strada che è di per sé eroica, nel senso del prendere coscienza che ciò che da senso alla vita son cose minuscole e quotidiane che contengono un respiro infinito e che sono a disposizione di tutti.

L'arte è illusione, è sostanza apparente e anche questa vibrazione che appare perfetta è in realtà fittizia.
L'artista crea la sua opera a partire dalla sua propria e personalissima esperienza, e ciò che fa è spogliarla di quei connotati più personali per rivelare invece ciò che è comune. E' decantazione e sublimazione, distillazione di un senso di bellezza dalla bellezza, di un senso di vita dalla vita.
Questo è ciò che chi guarda coglie con immediatezza e ricopre questo scheletro del suo proprio personalissimo vissuto e così ravviva il proprio sguardo e il proprio sentire scoprendosi parte di un mondo ricchissimo e di una storia antica di cui non è solo spettatore, ma di cui è parte pienamente ad ogni titolo. Sentire la poesia in sé, sentire d'esser parte di un tutto e scoprire di avere gli strumenti per vedere e cogliere, questo scatena l'emozione.

Questo distingue le opere più grandi, indipendentemente dal tempo in cui sono state create poiché l'opera d'arte è una terra di mezzo fuori dal tempo in cui tutto ciò che è infinito, archetipico, umano, coesite ed è accessibile.
Last modified on Monday, 24 May 2010 07:43
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Paesaggio mistico

paesaggiomistico3_rassegnastampaEsiste un’arte della profondità che sembra arrestare i confini dell’universo e della conoscenza, nutrirsi della meditazione dei pittori e tradurre gli intimi accordi che risuonano dentro di loro con una strana forza. È il linguaggio attraverso cui si esprimono, mediante l’alfabeto delle forme, la potenza dei sogni, la magia del passato, gli incantesimi del cuore.
(Hokusai, Henry Focillon)


An art of deepness exists that seems to halt  the boundaries of universe and knowledge, to nourish through meditation of painters and to translate the intimate keys that sound inside of them with a strange power. This is the language through which  - by means of the alphabet of forms – the power of dreams, the magic of past and the enchantment of the heart do express. (Hokusai, Henry Focillon)